Cos’è la SEO: Prima Parte

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Prima di spiegarti che cosa è la SEO devi sapere una cosa:
il 93% di tutte le azioni sul web inizia da un motore di ricerca.
Ciò significa che i tuoi potenziali clienti sono sul web alla ricerca di soluzioni ai loro problemi. Con un’adeguata ottimizzazione per i motori di ricerca, puoi fare in modo di farti trovare. In questo articolo ti illustrerò alcuni aspetti della SEO e cosa può fare per il tuo business.
In particolare:

  • Perché la SEO è importante per la tua attività
  • I termini della SEO
  • Cos’è una strategia SEO
  • In quanto tempo la SEO da i suoi frutti

Perché la SEO è importante per la tua attività?

In tutto il mondo, ogni secondo vengono fatte 40000 ricerche su Google. Questo vuol dire 3,5 miliardi al giorno: è molto probabile quindi che anche i tuoi potenziali clienti stiano cercando i tuoi prodotti o servizi su un motore di ricerca.
Se non sei nella prima pagina dei risultati di ricerca, ti stai perdendo:

1. Traffico sul tuo sito

Rapporti di società di marketing hanno evidenziato come oltre la metà di tutto il traffico sui siti web provenga dai motori di ricerca. È impressionante, considerando che dalla pubblicità a pagamento ne deriva il 10% e dai social solo il 5%.

2. Più entrate

L’81% dei consumatori e il 94% dei clienti B2B passano da un motore di ricerca prima di effettuare un acquisto: queste sono persone che potrebbero portare più entrate alla tua attività. Però, per essere tra le aziende che ricava il 40% dei propri guadagni medi dal proprio sito web, devi avere una strategia SEO efficace.

3. Più visitatori in negozio

Essere presenti nella prima pagina dei risultati dei motori di ricerca può aiutare a indirizzare i clienti verso il tuo negozio o attività commerciale. Molti utilizzatori di smartphone, ad esempio, effettuano ricerche tra le attività nella zona in cui si trovano: se sei in prima pagina, questi utilizzatori possono diventare tuoi clienti.

Le parole della SEO: alcuni termini che è utile conoscere

Molte persone trovano difficoltà a comprendere il funzionamento della SEO forse anche a causa dei numerosi acronimi e delle numerose abbreviazioni utilizzate dagli addetti ai lavori.
Ecco quindi alcuni termini che è meglio conoscere:
Algoritmo: insieme di regole e criteri utilizzati dai motori di ricerca per classificare una pagina web. Alcune parti di questi algoritmi sono più o meno note, altre restano segrete.
Back link: un link proveniente dall’esterno del tuo sito Web che punta ad una pagina del tuo sito Web.
Black Hat SEO: insieme di tecniche fraudolente utilizzate per ingannare i motori di ricerca. Agli albori del web era molto facile usare queste tecniche e conquistare la prima pagina dei risultati senza alcuno sforzo. Oggi gli algoritmi sono diventati così raffinati da rendere quasi impossibile il loro utilizzo, che oltretutto, porta quasi sempre i siti web che li usano, a ricevere penalizzazioni di posizionamento.
Frequenza di rimbalzo: percentuale di utenti che entrano ed escono dal tuo sito dalla stessa pagina, senza interagire con il resto del sito. Un’elevata frequenza di rimbalzo è considerata come segnale negativo dai motori di ricerca.
DA (Domain Authority): metrica creata dal servizio web Moz per dare un peso alla credibilità e affidabilità dei siti web e darti un idea di quello che potrà esserne il posizionamento. E’ suddivisa in punti, parte da 0 e arriva a 100 e la sua difficoltà è crescente con una sorta di regola logaritmica: passare da 0 a 10 è abbastanza facile e relativamente veloce (qualche mese), passare da 80 a 90, oltre a non essere alla portata di tutti i siti web, richiede anni.
Penalità (Google): è una penalità che Google attribuisce ai siti web che in qualche modo non rispettano le regole più o meno note per un buon posizionamento o che usano tecniche fraudolente (blackhat). Queste penalità fanno si che il tuo sito passi dalla prima pagina dei risultati alla decima nel corso di una notte! Sistemando il sito è comunque possibile vedersi togliere le penalità.
Parola chiave: le parole che gli utenti inseriscono nell’apposito campo dei motori di ricerca quando cercano qualcosa in internet.
Impressioni: il numero di volte che il link al tuo sito Web è comparso nella pagina dei risultati di ricerca. E’ un dato visibile in Google Search Console.
Meta titolo e descrizione: sono le parole riferite ad un sito web ed elencate nella pagina dei risultati di una ricerca fatta su un motore: il titolo è la parte in blu che puoi cliccare e che ti porta al sito web, la descrizione è il testo che c’è sotto e che funge da presentazione del sito che raggiungerai seguendo quel collegamento.
CTR organico (percentuale di clic): rapporto tra le impressioni del tuo sito web nella pagina dei risultati di ricerca e i click che ha ricevuto.
Classifica: ordinamento dei siti web nella SERP.
SERP (Pagina dei risultati del motore di ricerca): la pagina che contiene l’elenco dei risultati ottenuti per una ricerca effettuata per una specifica parola chiave.
Intento di ricerca: motivo che ha spinto un utente ad effettuare una ricerca su un motore: sta cercando un prodotto, un servizio o solo informazioni? Capire questo aiuta a definire la tua strategia SEO.
White Hat SEO: opposto del Black Hat SEO, quindi tecniche lecite ed etiche per migliorare il posizionamento di un sito web.

Su cosa costruire una strategia SEO?

Hai capito le opportunità che la SEO offre alla tua attività e hai deciso di iniziare a ottimizzare il tuo sito.
Avrai sicuramente dei dubbi su come muoverti per iniziare la scalata alla prima pagina di Google.
Non esiste una tattica definitiva: Google prende in considerazione almeno 200 fattori di una pagina web per determinarne il posizionamento quindi le strade sono pressoché infinite.
Esistono comunque delle azioni standard che devono essere comprese in ogni strategia SEO e che nella maggior parte dei casi danno già ottimi risultati.

1. Ricerca delle parole chiave

Vuoi che il tuo sito compaia nella prima pagina dei risultati di ricerca quando un utente effettua una ricerca per determinate parole chiave correlate alla tua attività. Ora ti chiederai: quali possano essere queste parole chiave?
La prima cosa da non fare è cercare di indovinare le parole chiave utilizzate dal tuo pubblico.
Bisogna indagare e scoprire quali parole chiave utilizzano i tuoi potenziali clienti quando cercano prodotti o servizi come quelli che offri tu.
Come trovare le parole chiave
Esistono vari strumenti per trovare le parole chiave utilizzate dal tuo pubblico.
Per iniziare, vai su Google e digita una parola che può aver a che fare con il tuo business. Non premere “invio” e osserva attentamente le parole che Google ti suggerisce sotto la tua. Quelle sono parole che altri utenti hanno già usato, quindi possono essere un buon punto di partenza.

 

Esistono anche altri strumenti, tipo (cerca i relativi siti web):

  • Ahrefs
  • Answer the public
  • Keyword.io
  • Serpstat
  • SEMRush
  • Buzzsumo

Inserisci un elenco di parole chiave che ritieni pertinenti alla tua attività. Il tuo elenco dovrebbe includere parole chiave corte (una parola, tipo “acqua” , o due parole, tipo “acqua calda”) e più lunghe (in gergo long tail keyword o parole chiave dalla coda lunga, che sono delle frasi chiave, tipo “acqua calda sanitaria” o “produzione acqua calda sanitaria”). Questo perché una frase chiave indica un intento di ricerca più specifico, che solitamente significa meno ricerche ma fatte da persone più propense all’acquisto. Quando hai definito il tuo elenco puoi andare su Ubersuggest per ricavare due paramenti fondamentali delle parole chiave:
Volume di ricerca: quante ricerche vengono effettuate ogni mese usando una determinata parola chiave? Le SERP per le parole chiave con un volume di ricerca elevato sono solitamente dominate da grandi marchi con elevati budget da riservare alla SEO. Le parole chiave con un volume più basso sono generalmente più facili da gestire, soprattutto all’inizio.
Difficoltà SEO: questo parametro indica le difficoltà di posizionamento nella prima pagina per una determinata parola chiave. I punteggi più alti (come 80) richiederanno molto lavoro e tempo; con quelli più bassi (intorno a 12) è generalmente possibile ottenere dei buoni risultati più velocemente.

A questo punto, dovresti aver ottenuto un elenco di parole chiave correlate al tuo business che vengono usate da un buon numero di utenti e che hanno una difficoltà di posizionamento alla tua portata.
Ora devi scegliere quali pagine ottimizzare per queste parole: raggruppa quelle che hanno significati simili e usale in una stessa pagina; Google è in grado di riconoscere i sinonimi e preferisce le pagine in cui si usano sinonimi invece che la stessa parola ripetuta troppe volte, quindi le parole si possono aiutare una con l’altra per migliorare il posizionamento.

2. On-page SEO

Hai individuato le parole chiave e vuoi cominciare a migliorare il posizionamento.
Devi quindi costruire o modificare una pagina del tuo sito inserendo dei testi che includano tali parole e alcuni sinonimi in modo che Google, arrivandoci sopra, capisca di cosa parla e possa posizionarla.

Questa parte di SEO si chiama “ottimizzazione on-page” cioè “sulla pagina”.
Oltre al testo, l’ottimizzazione on page include anche:
Meta tag: sono i testi che appaiono nella SERP: devono contenere le parole chiave che hai scelto ed essere accattivanti, per invogliare la gente a farci clic sopra. Il rapporto tra le impressioni e i click è un parametro usato da Google per determinare la posizione del tuo sito nella SERP.
URL: è il percorso relativo alla tua pagina che appare nella barra del browser: se il tuo sito è in html puro, sarà il titolo che darai al file della pagina; se usi un CMS (content management system) come WordPress o Joomla, è quello che nel backend scriverai nella sezione “Titolo” relativo alla tua pagina. Anche qui è meglio includere le parole chiave e tenerlo il più corto possibile; Google sembra preferire titoli corti e facilmente leggibili.
Titolo della pagina: questo è il titolo che i visitatori troveranno sulla pagina. Deve anch’esso contenere le parole chiave ed essere convincente, per invogliare gli utenti a leggere la pagina. Il tempo di permanenza sulle pagine di un sito è un altro paramento di classificazione utilizzato da Google.
Tag di intestazione: ogni pagina è meglio che sia divisa in paragrafi e ogni paragrafo deve avere un titolo: questi sono i tag di intestazione; come per il titolo della pagina, bisogna inserire le parole chiave (o sinonimi) e fare in modo che siano pertinenti con l’argomento della pagina.
Corpo del testo: il tuo testo deve contenere le parole chiave e dei loro sinonimi ed avere una lunghezza minima di 300 parole, ma in settori molto concorrenziali è meglio stare sopra le 2000. Il testo deve essere naturale ed essere corretto, sia dal punto di vista ortografico che grammaticale. In ogni caso non bisogna sacrificare la qualità per la quantità: un testo anche solo di mille parole ma originale e ricco di contenuti interessanti è sicuramente meglio di uno di 3000 pieno di ripetizioni e giri di parole.

Link interni: collega le pagine del tuo sito con dei link nel testo; questo fa si che gli utenti possano trascorre più tempo sul tuo sito saltando da una pagina all’altra; il tempo trascorso dagli utenti sul tuo sito è un fattore molto importante usato da Google per classificare il tuo sito nella SERP.

Vai alla seconda parte: Che cos’è la SEO nel 2020? – Seconda Parte

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