Parole di transizione SEO: cosa sono e come usarle

Continui a seguire tutte le regole per ottenere un posizionamento ottimale ma non raggiungi i risultati sperati? I tuoi articoli, nonostante tutti gli sforzi, hanno un tempo di permanenza utente troppo basso? Il motivo potrebbe risiedere nel mancato o scarso utilizzo delle cosiddette “parole di transizione SEO”. Se vuoi scoprire di più a riguardo, continua a leggere. Ti spiegherò cosa sono e come utilizzarle al meglio nei tuoi articoli per ottenere un ranking migliore.

parole di transizione seo

 

Parole di transizione: cosa sono

Le parole di transizione sono dei termini che servono ad arricchire un testo, migliorandone la leggibilità. Più nello specifico, fanno da collegamento tra una frase e l’altra, evitando l’effetto “robot” che ripete frasi scollegate in successione. Lo scrittore dovrebbe usarle per aiutare il lettore a passare da un’idea significativa all’altra senza perdersi o bloccarsi. La differenza tra un articolo che contiene parole di transizione e uno che non le contiene la si coglie immediatamente, anche solo dopo la lettura di poche righe.

Questi termini (o insieme di termini) rendono il testo più scorrevole e comprensibile per il lettore, aumentando l’engagement e quindi il tempo di permanenza sul sito che è un riconosciuto fattore di ranking, quindi, indirettamente aiutano la SEO del tuo sito.

Ma quali sono esattamente queste parole di transizione SEO? Possiamo dividerle in quattro gruppi principali, che vado ad elencarti qui sotto per rendere il tutto più chiaro anche dal punto di vista visivo.

  • Additive: servono ad aggiungere rafforzare, introdurre, precisare o identificare un significato (inoltre; infatti; nonché; ulteriore; per non parlare di; in realtà; anche; pure; a dire il vero; e; o; oltre a questo; difatti; in aggiunta a questo; in tutta onestà; per di più; ulteriormente; in modo analogo; similmente; analogamente; in altre parole; intendo; in aggiunta a questo; ulteriore; a dire il vero; a dire la verità; ad esempio)
  • Sequenziali: il loro scopo è di riassumere una sequenza di eventi (inizialmente; in primo luogo; prima di tutto; successivamente; infine; alla fine; concludendo; cambiando tema; in conclusione; a proposito; per inciso; comunque; ad ogni modo; precedentemente; in precedenza; in successione; ricapitolando; in breve; brevemente; in seguito; all’inizio; prima di questo; dopodiché; il prossimo; poi; dopo)
  • Causali: vengono usate per dimostrare una causa/motivo o un effetto/conseguenza di un’azione (se; in caso; considerato che; nel caso in cui; poiché; perché; per la ragione che; in tal modo; perciò; al fine che; quindi; di conseguenza; conseguentemente; finché; affinché; così che; nella speranza che; visto che; come; siccome; dato che; da quando; dal momento che; solo se; concesso che; in ciò)
  • Avversative: esprimono una negazione, un conflitto, una concessione o una sostituzione (ma; tuttavia; però; nonostante ciò; per contrasto; invece; d’altra parte; al contrario; contrariamente; anziché; seppure; certo; ma anche così; ciononostante; mentre; piuttosto che; al posto di; soprattutto; ad ogni modo; in ogni modo; in ogni caso; indipendentemente da; concesso; nonostante; sebbene; a dispetto di).

Ovviamente, questa lista non comprende tutte le parole di transizione SEO esistenti, ma solo alcuni esempi. Considerando che Google premia i contenuti pensati e costruiti per gli utenti, non dovrai fare altro che usare in modo naturale questo tipo di parole.

Alcuni esempi di parole di transizione all’interno di frasi

Affinché sia ancora più chiaro l’utilizzo delle parole di transizione SEO, ti mostrerò ora alcuni esempi di uso corretto. Iniziamo con una parola di transizione additiva: 

  • Non ho voglia di uscire per andare a fare la spesa. Sta piovendo a dirotto. -> Non ho voglia di uscire a fare la spesa, inoltre sta piovendo a dirotto.

Continuiamo con un esempio di unione di due frasi con una parola di transizione sequenziale: 

  • Sto preparando la torta di compleanno. La mangerò con i miei amici. -> Sto preparando la torta di compleanno che successivamente mangerò con i miei amici.

Ora passiamo a un esempio di parola di transizione causale:

  • Non ho studiato abbastanza per l’esame. Non l’ho passato. -> Non ho studiato abbastanza per l’esame e di conseguenza non l’ho passato.

 Infine un esempio di due frasi collegate da una parola di transizione avversativa:

  • Non mi piace molto la musica classica. Adoro il pop. -> Non mi piace molto la musica classica, tuttavia adoro il pop.

Parole di transizione per una SEO migliore

Google è molto attento alla user experience, per questo valuta ogni aspetto fondamentale per l’ottenimento di una leggibilità corretta. Come abbiamo detto, l’uso delle parole di transizione è uno di questi. Infatti, le parole di transizione non devono solo essere presenti nel testo, ma occorre anche utilizzarle correttamente.

Se si scelgono parole di transizione avversative al posto che causali, il significato della frase cambia completamente e, di conseguenza, la leggibilità e la comprensione del testo diventano più difficoltose. Non basta aggiungere ogni due o tre frasi un “tuttavia” per ottenere risultati ottimali. Occorre fare uno sforzo e cercare di ampliare il proprio vocabolario per ottenere un testo fluido e facile da comprendere. È importante anche fare attenzione al contesto per scegliere il termine giusto.

Inoltre, la percentuale di parole di transizione all’interno dell’articolo dovrebbe essere valutata attentamente: né troppo alta, né troppo bassa. Ad esempio, su Yoast (il plug-in più usato per la valutazione della SEO su WordPress) la percentuale minima da raggiungere di parole di transizione è 30%. Solo raggiunta quella soglia il semaforo diventerà verde. Pur non essendo un valore assoluto costituisce un ottimo punto di partenza.

Le conseguenze dell’utilizzo delle parole di transizione

Un testo scorrevole e facilmente comprensibile porta i lettori a continuarne la lettura e a cercare sul sito altri contenuti interessanti. Questo può favorire un notevole calo della frequenza di rimbalzo. Di cosa si tratta? La frequenza di rimbalzo, anche nota come bounce rate, indica la percentuale di volte in cui una determinata pagina è stata l’unica visualizzata sul sito web in cui i visitatori sono atterrati. Si parla appunto di rimbalzo poiché gli utenti, dopo aver letto l’articolo, non continuano a leggerne altri ma scappano via.

Un bounce rate ottimale dovrebbe aggirarsi tra il 25% e il 70%, tuttavia più il suo valore è basso, meglio è. Una frequenza di rimbalzo bassa significa che gli utenti sono interessati a più contenuti nel tuo sito web. La frequenza di rimbalzo è un parametro piuttosto complesso, ma è anche molto importante per la valutazione della SEO e le parole di transizione possono migliorarlo. Infatti, è direttamente collegata a un’esperienza positiva dell’utente all’interno del sito web.

Conclusione

In breve, possiamo dire che, sebbene non ci sia proprio una correlazione diretta tra SEO e parole di transizione SEO, queste possono essere molto utili per migliorare la fluidità e la leggibilità dei contenuti. Questo può portare il pubblico a incuriosirsi e leggere anche altre pagine all’interno del nostro sito web. Un vero e proprio win-win!

A questo punto sei a conoscenza di tutto il necessario per ottenere un buon posizionamento grazie al corretto uso delle parole di transizione.

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