Dal 31 agosto 2026 le aziende italiane possono fare pubblicità su ChatGPT in autonomia, senza passare da un’agenzia partner di OpenAI. Il punto di accesso è ads.openai.com, l’Ads Manager di OpenAI. Aprire l’account richiede cinque passaggi: creazione dell’account, verifica, completamento dei dati aziendali, fatturazione e invito dei collaboratori.
Sembra una procedura veloce, e in buona parte lo è. Ci sono però alcune scelte che una volta fatte non si possono più cambiare, e un paio di dettagli tecnici che, se trascurati, bloccano gli annunci prima ancora che partano.
Per esperienza personale, passare da zero ad annuncio pubblicato richiede dalla mezz’ora all’ora di tempo, a seconda della vostra dimestichezza con pc e procedure di verifica.
Chi può aprire un account ChatGPT Ads dall’Italia
La condizione principale riguarda la sede: l’attività che fa pubblicità e che riceve le fatture deve avere sede in un paese abilitato all’Ads Manager. L’Italia è nell’elenco dei paesi con accesso self-service, insieme a gran parte dell’Unione europea, al Regno Unito, alla Svizzera e agli Stati Uniti.
Non basta però essere in un paese abilitato: conta anche cosa si promuove. Le politiche pubblicitarie di OpenAI vietano del tutto alcune categorie, tra cui contenuti per adulti, alcolici e tabacco, gioco d’azzardo, prodotti contraffatti, pubblicità politica ed elettorale, droghe ricreative. Altre categorie, come alcuni servizi finanziari e alcuni servizi sanitari, sono ammesse solo dopo una valutazione caso per caso. Sono vietati anche gli annunci immobiliari e le offerte di lavoro.
Prima di investire tempo nella configurazione, conviene quindi verificare che il proprio settore non rientri tra quelli esclusi.
L’analisi di fattibilità rientra tra le operazioni all’interno del mio servizio di consulente ChatGpt Ads.
Cosa preparare prima di iniziare
Avere tutto a portata di mano evita di interrompere la procedura a metà. Ecco cosa serve:
- un account OpenAI legato a un indirizzo email aziendale, non quello che usi per ChatGPT a titolo personale;
- nome dell’attività, sito web, logo e settore;
- i dati per il profilo di fatturazione: ragione sociale, indirizzo email a cui inviare le fatture, indirizzo di fatturazione;
- una carta di credito aziendale;
- una decisione già presa su paese, valuta e fuso orario dell’account (vedi più avanti perché è importante);
- una pagina di destinazione pronta e raggiungibile dai sistemi di controllo di OpenAI (la classica landing page).
Creare l’account su ads.openai.com
Si accede da ads.openai.com con un account OpenAI esistente oppure creandone uno nuovo. Il consiglio è di usare un indirizzo email aziendale, possibilmente generico o comunque legato all’attività: se l’account è intestato alla casella personale di un collaboratore, il giorno in cui quella persona lascia l’azienda diventa un problema.
OpenAI chiede che per ogni attività un solo proprietario crei l’account pubblicitario. Gli altri collaboratori non devono creare account paralleli: vengono invitati dopo, dal proprietario.
Non è permesso ai consulenti creare account per i propri clienti ma i clienti devono crearsi autonomamente l’account e poi darne accesso al consulente.
L’assistenza nella creazione dell’account è un’altra attività compresa nel mio servizio di consulenza per ChatGpt Ads.
Paese, valuta e fuso orario: le scelte che non potrai cambiare
È il passaggio più sottovalutato. Durante la creazione dell’account si scelgono paese, valuta di fatturazione e fuso orario, e queste tre impostazioni non si possono modificare in seguito. Se sbagli, l’unica strada è aprire un nuovo account.
Per un’attività italiana la scelta è quasi sempre Italia, euro e fuso orario di Roma. Il fuso orario conta più di quanto sembri: determina come vengono suddivisi i dati giorno per giorno. Se gestisci anche campagne Google Ads, usare lo stesso fuso orario ti permette di confrontare i due canali sulle stesse giornate, senza sfasamenti di qualche ora che rendono i report difficili da leggere.
La verifica dell’account
Dopo aver inserito i dati dell’attività, OpenAI chiede di rispondere ad alcune domande aggiuntive per la verifica dell’account, gestita tramite Persona, un servizio esterno di verifica dell’identità. Le richieste vengono esaminate progressivamente, quindi la verifica non è immediata.
È un passaggio da non rimandare: finché l’account non è verificato gli annunci potrebbero non essere pubblicati, anche se la campagna risulta attiva. Nell’Ads Manager un avviso in alto segnala se la verifica è ancora da completare.
Profilo di fatturazione e metodo di pagamento
La fatturazione si compone di due parti. Il profilo di fatturazione raccoglie ragione sociale, indirizzo email per le fatture e indirizzo di fatturazione. Il metodo di pagamento è la carta di credito, con il relativo indirizzo.
Due consigli pratici. Il primo: indica come email per le fatture un indirizzo che legge anche chi tiene la contabilità, così le fatture non si perdono nella casella di chi gestisce le campagne. Il secondo: controlla che i dati coincidano con quelli dell’attività, partita IVA compresa se il modulo la richiede, prima del primo addebito. Come per la verifica, un problema con il metodo di pagamento può fermare la pubblicazione degli annunci.
Invitare collaboratori e gestire l’account di un cliente
Una volta creato l’account, il proprietario può invitare altri membri del team. È anche il modo corretto di lavorare con un consulente o un’agenzia: l’account resta intestato all’azienda, che paga direttamente OpenAI, e il professionista viene invitato con il proprio accesso. Se la collaborazione finisce, basta revocare l’invito: dati, storico e impostazioni restano all’azienda.
Per chi gestisce molti clienti c’è un limite da conoscere: chi appartiene già a 10 o più account pubblicitari non può crearne altri in autonomia, ma deve farsi invitare da un amministratore dell’account.
Prima di lanciare: controlla che OpenAI possa leggere la tua pagina
Questo è l’errore tecnico più insidioso. Prima di pubblicare un annuncio, OpenAI controlla la pagina di destinazione con i propri sistemi automatici, in particolare OAI-AdsBot e OAI-SearchBot. Se il sito li blocca, l’annuncio può essere rifiutato.
Il blocco raramente è voluto. Più spesso dipende da:
- un file txt che esclude i crawler dell’intelligenza artificiale, magari aggiunto qualche mese fa per altri motivi
- un firewall o un servizio come Cloudflare con la protezione dai bot attiva
- plugin di sicurezza per WordPress che bloccano i visitatori automatici sconosciuti
Prima di creare la campagna, apri il robots.txt del sito e verifica che non ci siano regole che escludono OAI-AdsBot o OAI-SearchBot. Se usi un firewall, controlla che questi due visitatori non vengano bloccati o costretti a superare un controllo anti-bot.
Installare il pixel prima della prima campagna
Senza misurazione non c’è modo di capire se una campagna funziona. OpenAI mette a disposizione il Pixel OpenAI, un frammento di codice da inserire nella sezione head delle pagine in cui vuoi registrare le conversioni, e le Conversions API, che inviano gli stessi dati direttamente dal server.
Il pixel prevede una serie di eventi standard. Per un’attività che raccoglie contatti, i più utili sono in genere la generazione di un contatto (lead_created) e la prenotazione di un appuntamento (appointment_scheduled). Per un negozio online, l’avvio del pagamento e l’ordine completato.
C’è un aspetto che in Italia non si può ignorare: il consenso. Per impostazione predefinita il pixel considera il consenso come già concesso. Per rispettare il GDPR va configurato in modo che parta senza consenso e si attivi solo quando l’utente accetta i cookie dal banner. Il collegamento con il sistema di gestione dei consensi va fatto prima del lancio, non dopo.
Installare il pixel ancora prima di creare la campagna ha anche un vantaggio pratico: puoi verificare che gli eventi arrivino correttamente senza spendere nulla.
Com’è fatta la prima campagna
L’Ads Manager organizza il lavoro su tre livelli, simili a quelli di Google Ads:
- la campagna definisce obiettivo, budget, date e paesi in cui mostrare gli annunci
- il gruppo di annunci raccoglie gli annunci attorno a un tema e contiene i context hints, cioè le indicazioni sui contesti di conversazione in cui l’annuncio è pertinente
- l’annuncio è ciò che l’utente vede in ChatGPT: titolo, testo, immagine e pagina di destinazione
Gli obiettivi disponibili sono due: visualizzazioni, con offerta per mille impressioni (CPM), oppure clic, con offerta per clic (CPC). Per la maggior parte delle piccole e medie imprese che vogliono contatti, il punto di partenza naturale sono i clic.
Sull’annuncio, i limiti sono stretti: il titolo può arrivare a 50 caratteri, ma OpenAI consiglia di restare tra 16 e 24; il testo può arrivare a 100 caratteri, con un intervallo consigliato tra 32 e 48. Sono lunghezze che obbligano a essere chiari: niente slogan, una promessa concreta e basta.
Ogni annuncio passa una revisione prima di essere pubblicato. Lo stato è visibile nell’Ads Manager.

Problemi frequenti nei primi giorni
Alcuni problemi si presentano quasi sempre nelle prime ore e hanno soluzioni semplici.
La campagna è attiva ma non ci sono impressioni. OpenAI consiglia di attendere almeno 24 ore dal lancio. Se il problema persiste, verifica che campagna e annuncio siano attivi, che la verifica dell’account sia completata e che ci sia budget residuo.
L’annuncio è stato rifiutato. Il motivo è indicato nell’Ads Manager. Le cause più comuni sono un contenuto non conforme alle politiche pubblicitarie o una pagina di destinazione che blocca i sistemi di OpenAI. Dopo la correzione si può modificare l’annuncio e chiedere una nuova revisione.
Gli annunci compaiono in paesi non previsti. Nelle impostazioni della campagna va selezionato esplicitamente il paese, in questo caso l’Italia, e salvato.
I costi non corrispondono tra fattura e pannello. I dati di spesa arrivano con alcune ore di ritardo, fino a circa 7–8. Prima di confrontare le cifre conviene aspettare il giorno successivo.
Domande frequenti
Serve una partita IVA per aprire un account ChatGPT Ads?
Si, serve la partita iva. L’Ads Manager è pensato per attività: l’account è intestato a chi fa pubblicità e riceve le fatture, che deve avere sede in un paese abilitato come l’Italia. Vengono richiesti ragione sociale, sito, settore e dati di fatturazione.
Quanto tempo richiede la verifica dell’account?
Non c’è un tempo fisso: le richieste vengono esaminate progressivamente e la verifica può richiedere del tempo. Conviene completarla subito, perché senza verifica gli annunci potrebbero non essere pubblicati.
Posso cambiare la valuta o il fuso orario dopo aver creato l’account?
No. Paese, valuta di fatturazione e fuso orario scelti alla creazione dell’account non si possono modificare. Se sono sbagliati, bisogna aprire un nuovo account.
C’è una spesa minima per usare l’Ads Manager?
La documentazione ufficiale di OpenAI non indica una spesa minima per l’Ads Manager: il budget si imposta a livello di campagna e resta sotto il controllo di chi fa pubblicità. Dall’esperienza però valori sotto i 3 euro a clic non garantiscono la piena visibilità.
Un consulente può gestire il mio account ChatGPT Ads?
Sì. Il modo corretto è che l’azienda crei l’account come proprietaria e inviti il consulente come membro del team. Così l’account, lo storico e la fatturazione restano dell’azienda.
Vuoi aprire l’account senza errori?
Se preferisci non occupartene da solo, posso seguirti io: dalla verifica dell’account all’installazione del pixel, fino alla prima campagna con budget controllato. Trovi tutti i dettagli nella pagina dedicata alla mia consulenza ChatGPT Ads.

